venerdì 21 novembre 2014

Linee di indirizzo associazioni, unioni, fusioni dei Comuni

A seguito delle informazioni ricevute dal Sindaco e dalla Giunta circa l'evoluzione incerta dei rapporti associativi in corso da molti anni con i comuni vicini, il gruppo di maggioranza alla guida del Comune di Sulbiate di fronte al passaggio Istituzionale che obbliga per legge entro il 2014 i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti ad associare tutte le funzioni con almeno un altro Comune, esprime al proprio esecutivo guidato dal Sindaco Crespi le linee di indirizzo da considerare al fine di adottare i migliori accordi territoriali per il servizio alla cittadinanza.

Tali indirizzi si fondano sull'esperienza di Governo maturata in tre legislature e sulle tante azioni concrete svolte dal nostro Comune nello scorso decennio sempre costantemente e fattivamente orientate - anche in assenza di obblighi normativi - a trovare le migliori soluzioni associative nel prioritario obiettivo di aumentare la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici alla cittadinanza.

Brevemente si ricorda che sin dalla seconda metà degli anni duemila abbiamo condiviso con Aicurzio la convenzione sul settore tributi, in seguito dal 2010 con Ronco l'associazione sulla Polizia Locale e poi quella sul Bilancio, successivamente nel 2013 abbiamo preso l'iniziativa di proporre a Bernareggio e Aicurzio la convenzone per l'Ufficio Tecnico. Si tratta di accordi locali che sono da aggiungere a quelli più ampi sui servizi dell’area vimercatese (biblioteca, sociale, catasto, ecc.)

Dai risultati prevalentemente positivi nati da questi legami ed iniziative di collaborazione sovra comunale nasce la nostra ampia disponibilità a ricercare e trovare motivi per associare i servizi, disponibilità ancor più evidente da quando la normativa ha trasformato tale predisposizione volontaria in obbligo indilazionabile.

L I N E E   DI   I N D I R I Z Z O

L’indirizzo politico del Gruppo di maggioranza è pertanto quello di ricercare e trovare soluzioni associative ampie e a non limitare la sperimentazione a modesti interventi a due Enti atti a soddisfare il semplice rispetto dell’obbligo normativo. Pertanto alle semplici associazioni di servizi occorre fare seguire azioni politiche volte ad avviare i processi di unione ed a verificare con serietà anche successive possibilità più radicali.

L'analisi del nostro territorio e della sua storia recente, sopra rammentata, ma anche del suo passato remoto, ci portano a ritenere che siano maturi i tempi per proporsi come nucleo di 4 Comuni (Aicurzio, Bernareggio, Ronco e Sulbiate) che hanno le relazioni e le caratteristiche storiche, culturali e ambientali per sperimentare da subito i passaggi normativi delle Associazioni e delle Unioni senza escludere la possibilità di pervenire anche alla Fusione volontaria in omogenei soggetti territoriali. 

La premessa storica risale al periodo 1869-1909 quando per 40 anni i Comuni di Bernareggio, Sulbiate, Ronco e Aicurzio furono accorpati in un solo Ente che mantenne il nome di Bernareggio in quanto era l'Ente più popoloso e collocato al centro del territorio (era compreso anche Carnate). L'esperienza fu interrotta in quanto il legislatore prese atto che la vastità del territorio gestito e la preponderanza del legame territoriale costituito dalle Parrocchie non consentiva una gestione efficiente dei servizi pubblici. Dal 1910  i 5 Comuni ritornarono ad essere autonomi avendo come riferimento aggregativo gli storici nuclei abitativi e le singole Parrocchie.

Dalla storia nasce quindi un secondo forte motivo che consente di proporsi per sperimentare volontarie soluzioni innovative di aggregazione. Dal 2008/2009 sul versante ecclesiale è stata costituita la nuova "comunità pastorale" che aggrega le 4 Parrocchie dei Comuni di Bernareggio, Sulbiate ed Aicurzio in un unico ambito pastorale. Essendo esplicitamente trascritto negli atti pubblici del 1909 che uno dei principali motivi della ricostituzione dei Comuni storici era la forza delle Parrocchie, parrebbe logico prendere atto che tale ostacolo non dovrebbe più esistere. Dovrebbero essere ampiamente superati anche i problemi derivanti dalla vastità del territorio, dalla lontananza dei nuclei abitativi e dalla difficoltà di collegamento.

Riteniamo importante inserire fra gli indirizzi politici da considerare nella pianificazione di questi processi aggregativi, quello di conservare la presenza e la funzione degli antichi Comuni in relazione alla storia, alle tradizioni e alle peculiarità delle singole comunità. In sostanza i 4 Comuni devono poter mantenere il nome, la rappresentanza e le capacità di definire e determinare scelte locali all'interno dei nuovi soggetti o organismi Istituzionali. Sarà opportuno pertanto garantire la rappresentanza delle 4 comunità civili e il mantenimento dei punti di riferimento Istituzionali oggi rappresentati dalle sedi comunali dove sarà utile mantenere servizi specialistici decentrati evitando di chiudere le sedi locali.


Riteniamo importante che i 4 Comuni trovino un accordo per definire un possibile piano di lavoro con l’ANCI, per coinvolgere la cittadinanza, per avanzare al Prefetto e alle autorità Provinciali e Regionali la loro candidatura per questo percorso innovativo che potrebbe anche consentire di minimizzare i costi dei passaggi intermedi da formule transitorie. 

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