giovedì 28 novembre 2013

mercoledì 27 novembre 2013

DENIGRAZIONE CONTINUA




La bacheca del PD pubblica un altro volantino che non esitiamo a definire offensivo e denigratorio verso le Istituzioni locali.



Pubblicano fotografie delle opere del torrente cava facendo passare il messaggio - totalmente infondato - che le opere sono sbagliate e che l'ufficio tecnico non ha controllato.
Continuano a denigrare il loro Comune dicendo falsità evidenti.
E' un modo vergognoso di fare "politica locale" che conferma le bassezze di chi guida le opposizioni.
(leggi la nostra locandina esposta in bacheca)

Continuano imperterriti con le campagne di denigrazione nonostante nei mesi scorsi abbiano inanellato le figuracce storiche che ricordiamo:
- campagna "no al senso unico di via Mandelli" con i gazebo, basata sulla bugia del falso senso unico e delle piante sui tubi
- campagna "falsi in atto pubblico" basata sulla bugia che l'Ufficio Tecnico avrebbe tollerato un falso inizio lavori del cantiere edilizio privato di via Mandelli
- campagna "acquedotto inquinato" che crea un allarme sociale per una banale rottura di un tubo della fognatura nel cantiere del piano recupero della scuola
- campagna "bilancio errato" che richiede la sfiducia del sindaco per la mancanza di una delibera su un allegato al bilancio risolta con un atto di "validazione"

Perché  lo fanno?

Perché sanno che le notizie negative fra il falso e il dubbioso lasciano comunque l'impressione dell'esistenza di problemi e forse cattiva gestione.
Esattamente il metodo della "chiacchiera e dei chiacchieroni" che condanna sempre Papa Francesco.
La chiacchiera è distruttiva, cosa c'è di meglio per chi non ha argomenti e proposte amministrative valide?

Il nostro Ente con gli Amministratori e il personale deve affrontare una difficile situazione sociale, economica e Istituzionale originata dalla lunga crisi che preme sulla nostra società.
Non chiediamo alle opposizioni di non svolgere il loro ruolo che consideriamo importante, crediamo però di avere diritto di pretendere comportamenti leali e responsabili per uscire da questa fase di crisi senza penalizzare i servizi istituzionali alla popolazione con la denigrazione e intasando gli uffici di corrispondenza
.
Purtroppo da un anno e mezzo dobbiamo prendere atto del metodo menzognero e denigratorio di cui abbiamo sopra ricordato solo le ultime manifestazioni.
Dobbiamo denunciare la volontà pianificata di subissare gli uffici con valanghe di richieste i cui volumi (229 documenti in un anno!) non possono essere considerati il sacrosanto esercizio del diritto di avere informazioni da parte dei Consiglieri ma la ricerca di intralciare e boicottare il lavoro dell'Ente.
Mai proposte ragionevoli e attuabili ma solo azioni di intralcio, denigratorie e di rottura.

NON SIAMO PIU' DISPOSTI A TOLLERARE QUESTE PREVARICAZIONI, DA OGGI IL GRUPPO DI MAGGIORANZA COMINCIA A DENUNCIARE QUESTO METODO ALLA POPOLAZIONE E - SE CONTINUERA' - ALLE AUTORITA' COMPETENTI PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI CITTADINI, DEI DIPENDENTI E DEI NOSTRI AMMINISTRATORI.

giovedì 14 novembre 2013

LA PROFESSIONE DI CONSIGLIERE INDIGNATO (PER FINTA)

Riprendo la relazione di quanto avvenuto nel consiglio del 8 novembre qui pubblicata il 9/11 per commentare una serata veramente deludente.

Quello che segue è il mio punto di vista personale.
Il capogruppo G. Stucchi, portabandiera del PD locale, nella sua dichiarazione di voto (piena di frasi copiate o fatte copiare dalla dichiarazione di voto del gruppo di Mattavelli) esprime un inciso nel quale mi coinvolge affermando che da 10 anni sono responsabile diretto del bilancio del Comune e che non avrei svolto il mio compito di amministratore che verifica gli atti. La verità è che il documento che è stato dimenticato nella procedura lo abbiamo studiato e discusso per mesi perché contiene i beni da cedere per rispettare il patto di stabilità, per errore materiale è mancato il suo inserimento fra le molte delibere dell'iter burocratico del bilancio 2013.
Per la precisione ho tenuto la delega al bilancio per 5 anni, poi per altri 3 anni fu assessore Andrea Cavenaghi e fece il bilancio 2012 la dottoressa Lazzari commissario prefettizio. Inoltre ho analizzato molto approfonditamente altri cinque bilanci dal 2000 al 2004 da capogruppo di opposizione quando, il sig G. Stucchi era un dirigente della lista di governo Comune Aperto.
La precisazione mi serve per comunicare ai due capigruppo la notizia che avendo personalmente analizzato 15 anni di bilanci, posso testimoniare che al Comune di Sulbiate, dal lontano 1999, si è verificato un errore di procedura solo nel 2013 (guarda caso l'unico anno nel quale i Comuni sono stati costretti dal Governo al rinvio fino a novembre). Pertanto sono testimone informato e consapevole dell'efficienza dei lavoratori della nostra pubblica amministrazione anche per il fatto che i bilanci fanno parte della mia professione e posso esprimere giudizi tecnici e non solo di stima generica per le persone che hanno collaborato per molti anni con me e con i vari amministratori pubblici (compresi un Vice Prefetto e i vecchi sindaci Giorgi e Cavenago).
Quindi la pessima notizia per i due capigruppo (indignati per finta) è che non possono negare ai loro elettori che questi stessi funzionari sono le stesse persone con le quali loro stessi hanno potuto lavorare. Mattavelli direttamente essendo stata per ben 9 anni assessore e G. Stucchi indirettamente con gli assessori dei suoi gruppi politici (per 5 anni quando era con Comune Aperto e per 3 anni quando era nel PD). Entrambi facendo parte della nostra lista civica!!!
Se rileggiamo le dichiarazioni e l’irragionevole richiesta di sfiducia con tanto di indignazione, costruite su questo incidente tecnico procedurale tenendo conto della storia dei due capigruppo vengono naturali alcune domande.
  1. Quale credibilità possono avere le pesanti accuse di superficialità che abbiamo udito?
  2. Come possono pensare che sia credibile lo sdegno e l’indignazione per un errore materiale a cui tutti possono essere soggetti?
  3. Come pensano di essere credibili con i sulbiatesi nel montare un altro finto scandalo contro i lavoratori del nostro Ente e i nostri amministratori?
  4. Possibile non si faccia tesoro della recente figuraccia con l’accusa dei “falsi in atto pubblico” rivelatisi inesistenti?
Credo che a Sulbiate siamo ormai vaccinati da non credere più al teatrino della politica che viene messo in atto per ottenere consenso anche a costo di infangare l’Istituzione locale.
Credo che i dirigenti dei due gruppi di opposizione abbiano il dovere di fare tesoro delle loro recenti fallimentari esperienze che li hanno relegati all'opposizione dopo i fatti del 2011 e la perdente campagna elettorale 2012, drogata nei toni e nei contenuti, nella quale inutilmente hanno cercato di denigrare la lista civica agli occhi dei sulbiatesi sulla base del tribale principio che in campagna elettorale è tutto concesso.
La legge consente di correggere l'errore materiale alla procedura di bilancio 2013 senza nessun problema, quindi lo abbiamo fatto nella piena legittimità di tutti gli atti.
Non sono correggibili invece i danni al senso civico che provocano gli interventi che montano scandali e falsa indignazione e infangano le persone che cercano di essere di servizio al nostro Comune, alcuni per la medesima passione civica che vanta chi fa opposizione altri perché è la loro professione.
Noi sappiamo che Mattavelli e G. Stucchi sono due persone con la capacità di mettersi al servizio del nostro paese perchè lo hanno fatto al nostro fianco e ne diamo loro atto.
Prendiamo atto però che si sono inseriti in un meccanismo di gruppo politico che li porta a comportarsi con il criterio del "branco" esprimendo in questo modo posizioni che non sono coerenti con la loro individualità e storia, anzi si sono trasformati in portavoce di menzogna politica giustificata come metodo funzionale a cacciare l'avversario anche con il fango e con la comoda scusante che il problema non è personale ma politico. Le persone normali, noi compresi, non capiscono la differenza fra la "menzogna/accusa politica" che non ha "nulla di personale" e la "menzogna/accusa personale" che non ha "nulla di politico".
Coloro che sanno mentire in politica lo fanno anche nella vita reale.
Le persone oneste non capiscono questo doppio gioco avviato a Sulbiate nel 2009 in concomitanza con il tentativo di presa di potere dei partiti e si chiedono il perché dell'accanimento verso la lista civica con la quale prima tutti hanno collaborato.
Tutto questo viene perseguito con metodo e ad ogni costo anche a discapito di coloro - che sono persone reali e non politici opportunisti o anonimi impiegati dello Stato - con i quali per tanto tempo si è collaborato.
Insieme ai colleghi del gruppo di maggioranza crediamo di avere diritto al medesimo rispetto: anche noi siamo qui per essere al servizio del nostro paese.
Il nostro gruppo e i funzionari del Comune  NON HANNO FATTO PASTICCI, PRODOTTO FALSI E CAUSATO DANNI PUBBLICI QUANDO VOI NE FACEVATE PARTE ED ERAVATE CON NOI AL GOVERNO, per quale alchimia dovremmo avere cambiato metodo dopo la vostra diversa e legittima scelta di campo?
 
Proprio per questo reciproco riconoscimento chiedo il coraggio di abbandonare le falsità delle iperboli della politca che richiedono di ricercare e montare scandali e di calpestare la realtà e le persone. Bisogna prendere atto che questi vostri metodi di lotta politica distruttiva sono vecchi e che gli italiani non ne possono più.
Invito i colleghi a ritornare loro stessi e ad abbandonare una strada che non è la loro, li esorto ad interpretare il ruolo di opposizione assegnato loro dalle urne, a presentare proposte concrete di livello anche accettando che non vengano accolte dalla democrazia della maggioranza. La nostra lista quando fu all'opposizione percorse onestamente questa strada e venne ripagata ampiamente ottenendo il vasto consenso dei sulbiatesi.
Recupererete la vostra dignità, ne avrà beneficio la nostra comunità e potreste persino vincere le prossime elezioni.
Maurizio Stucchi
 

lunedì 11 novembre 2013

Decimo anniversario della strage di Nasirya


Ricorre domani il decimo anniversario della strage di Nasirya.

Il 12 novembre 2003, alle ore 10:40 ora locale, le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili.
L'attentato provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:

  • i carabinieri
    • Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
    • Giovanni Cavallaro, sottotenente
    • Giuseppe Coletta, brigadiere
    • Andrea Filippa, appuntato
    • Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
    • Daniele Ghione, maresciallo capo
    • Horacio Majorana, appuntato
    • Ivan Ghitti, brigadiere
    • Domenico Intravaia, vice brigadiere
    • Filippo Merlino, sottotenente
    • Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
    • Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
  • i militari dell’esercito
    • Massimo Ficuciello, capitano
    • Silvio Olla, maresciallo capo
    • Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
    • Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
    • Pietro Petrucci, caporal maggiore
  • i civili
    • Marco Beci, cooperatore internazionale
    • Stefano Rolla, regista
Nei giorni seguenti cinquecentomila persone resero omaggio ai caduti di Nassiriya nella camera ardente allestita al Vittoriano e  circa 50 mila parteciparono ai funerali dentro e fuori la Basilica di San Paolo fuori le Mura, officiati dal Cardinale Camillo Ruini.

Insieme a questi, vogliamo ricordare e commemorare anche gli altri soldati italiani che in questi anni sono morti nell’esercizio del loro dovere nelle varie Missioni di Pace in cui sono impegnati i nostri Militari.

 

sabato 9 novembre 2013

Consiglio Comunale del 8 novembre 2013

Consiglio convocato per la convalida del bilancio di previsione del 2013 e del triennio 2013-2015 approvato il 18 ottobre 13.
L'atto si rende necessario in quanto nella seduta di ottobre per un errore materiale non era stata inserita l'approvazione del "piano delle alienazioni per l'anno 2013".
Si tratta di un documento che la Giunta aveva predisposto e discusso sin dal mese di giugno in quanto contiene la vendita di aree pubbliche che consentono il rispetto del patto di stabilità e quindi l'equilibrio di bilancio. Nella seduta di ottobre la consigliere Mattavelli aveva segnalato tale mancanza, la risposta del segretario e della giunta, espressa senza la possibilità di verificare fu che verosimilmente il piano non era nella lista delle approvazioni perchè approvato nel precedente consiglio.
In realtà la verifica fatta con gli uffici confermò l'errore.
In questi casi la legge consente attraverso l'istituto della "convalida" di correggere succesivamente gli errori materiali matenendo tutti gli effetti legali della delibera originaria. E' di tutta evidenza che il legislatore italiano ha preso atto che gli errori materiali sono possibili e ha definito una procedura per superarli senza alterare la volontà politica dell'Ente.
Questo strumento normativo ha permesso di superare il problema pratico e il Sindaco ha illustrato tale passaggio anche portando le scuse al Consiglio per l'errore involontario.
Non è irrilevante ricordare, come ha sottolineato nel commento l'assessore al bilancio, che la procedura del  bilancio di previsione 2013 si è protratta fino a novembre per tutti i Comuni italiani a causa delle NON SCELTE del governo centrale e che il nostro Comune ha dovuto ripetere e revisionare da aprile ad oggi la complessa procedura di predisposizione del bilancio almeno tre volte a causa delle continue modifiche delle norme e dei contributi statali.
Tutto chiaro?   Neanche per sogno!
Le opposizioni sulbiatesi si sono organizzate con due dichiarazioni di voto al FULMICOTONE e con una rumorosa claque presente in sala.
Usando le stesse identiche frasi, come al solito preparate allo stesso tavolo, i due capigruppo si scagliano contro tutti (a Roma abbiamo la grande coalizione per costruire, mentre a Sulbiate stanno uniti per distruggere).
I loro giudizi sommari sono rivolti senza distinzione contro chi amministra e contro chi lavora per il Comune: superficialità ... irresponsabilità ... una catena di errori umani ... nessuno controlla gli atti e senza il nostro controllo chissà cosa sarebbe successo ... la delibera di convalida è inaccettabile ... qui state scherzando, ecc. ecc.
Nel clima cupo e deludente di questa esagerata sceneggiata le tragicomiche conclusioni alle quali arrivano le due dichiarazioni di voto sono: la messa sotto accusa dei funzionari pubblici, il Comune ha operato per 20 giorni nell'illegittimità di tutti gli atti, abbiamo corso il rischio di perdere finanziamenti pubblici.
Il Capogruppo di SDS, G. Stucchi, conclude la sua dichiarazione chiedendo la testa del segretario comunale.
Il Capogruppo di F4, D. Mattavelli, chiede di mandare a casa il Segretario, le dimissioni della giunta e quelle del Sindaco.
Inoltre Mattavelli, non soddisfatta, estrae il coniglio dal cilindro declamando il testo di una prossima mozione di sfiducia al sindaco e a tutti gli assessori.
Nella prima parte del Consiglio l'ordine del giorno prevedeva anche la discussione di tre regolamenti studiati dalla Commissione scuola: 1) servizio refezione scolastica 2) servizio post-scuola 3) assegnazione borse di studio. L'assessore Crippa con il regolamento sulle borse di studio realizza uno dei punti del programma elettorale e - al netto delle consuete polemiche sul metodo di lavoro delle commissioni - incassa il voto favorevole anche delle opposizioni sui regolamenti 2 e 3 e l'astensione di SDS sul regolamento della refezione (con F4 contrario) e con il riconoscimento del lavoro positivo svolto.
Chiusura alle ore 22,45
Noi prendiamo atto ancora una volta che le opposizioni hanno voluto costruire una montagna di polemiche e di tensioni su un problema procedurale degno del miglior Dottor Azzeccagarbugli di manzoniana memoria.
Prendiamo atto che la volontà delle opposizioni continua ad essere prioritariamente orientata all'ostruzionismo e che le tante dichiarazioni di volontà di collaborazione democratica si concretizzano soltanto con azioni reali volte a distruggere e a fare polemiche.
La contabilità del lavoro delle opposizioni segna ancora ZERO alla voce PROPOSTE. Voto DIECI e lode alla voce OSTRUZIONISMI E POLEMICHE.
 
Gruppo consiliare Sulbiate Insieme

solidarietà con gli amministratori di Vimercate

Nei giorni scorsi si sono rincorsi articoli giornalistici che a partire da un intervento de "il fatto quotidiano" hanno fomentato l'idea che a Vimercate gli amministratori pubblici abbiano in qualche modo "convissuto" con un sistema mafioso.

Condividiamo totalmente ciò che ha dichiarato il sindaco di Vimercate Paolo Brambilla scrivendo che si tratta di "... un loop dell'informazione che non cerca alle fonti ma che scrive su quello che hanno scritto gli altri, con una gara a chi è più approssimativo o strumentale, ma soprattutto un attacco politico, chiaro e leggibile, ad una amministrazione che secondo qualcuno è come quella di Sedriano. Comune sciolto per collusioni con la mafia. Ditemi che sto sognando ..."
Un vizio del sistema dei media popolato in prevalenza da metodi "professionali" e di gestione del business dell'informazione che ha convenienza a generare mostri e alterare la realtà.

Ricordiamo la nostra esperienza analoga, anche se con meno enfasi mediatica, quando nel 2011 venne montato il mostro "outlet a Sulbiate" che nella dinamica paesana aveva alla base la calunnia che il Sindaco avesse "venduto" ai potenti il territorio la licenza dell'outlet già 4 anni prima nel 2007. Il fatto grave è che tale panzana la costruirono persone della maggioranza che cercavano di promuovere il loro circolo politico. Su questo teorema si costruirono i presupposti per chiudere la legislatura e partecipare anticipando la corsa elettorale per la presa del Comune. Venne anche organizzata una delibera "no outlet" passata in fotocopia a molti Consigli Comunali del vimercatese - ai quali Vimercate non si accodò - che la approvarono pur essendo palesemente disinformati, con la quale veniva respinta l'improbabile autorizzazione all'outlet attribuita alla giunta sulbiatese.
A distanza di 3 anni naturalmente dell'outlet e degli scambi adombrati non c'è traccia e i sulbiatesi alle elezioni 2012 hanno confermato la fiducia alla lista civica.
Persino l'assessore provinciale leghista Monti venne a Sulbiate nella campagna elettorale 2012 a testimoniare in una pubblica assemblea che lui era presente quando il sindaco Stucchi avrebbe chiesto al Presidente della Provincia Allevi di realizzare l'outlet, cosa totalmente falsa e smentita dall'esistenza di una corrispondenza con Allevi, scritta il giorno dopo l'incontro, nella quale il nostro Sindaco riassumeva tutt'altre richieste formulate al Presidente in quella riunione!

Sospetto, calunnia e maldicenza sono armi subdole, potenti e distruttive che non hanno parte.
Siccome poi le calunnie non si riescono a governare, ancora oggi è in circolazione a Sulbiate la diceria che "l'affare con i potenti dell'outlet" sia stato fatto ma non si è realizzato solo grazie alle sentinelle della democrazia (leggi i consiglieri dimissionari del 2011) che hanno respinto il pericolo che loro chiamano "la mafia in giacca e cravatta".

Purtroppo il caso esploso in questi giorni su Vimercate ci conferma che non c'è mai fine al peggio, che nessuno è indenne dal morbo della calunnia e che tutti gli slanci degli amministratori onesti sono destinati a fare media e confondersi con le peggiori (e poche) esperienze di cattiva amministrazione locale.