venerdì 2 marzo 2012

L’OUTLET CHE NON C’E’ il babau inventato dalla politica urlata

Nel corso dell'Assemblea pubblica di ieri sera sono state analizzate in maniera approfondita le "controverse" questioni (Outlet, Ex Filanda, Rsd, Patto dei Sindaci) che sono alla base delle dimissioni dei 9 consiglieri di PT, PDL e PD e che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale e alle prossime elezioni anticipate.


Cominciamo con il riportare le considerazioni emerse ieri sera sulla vicenda "outlet".

Nei prossimi giorni gli altri approfondimenti


LA STORIA della cementificazione delle aree PE19 e PE20

Le aree industriali e commerciali che sono state oggetto di richiesta di trasformazione per attuare la Grande Distribuzione sono state concesse alla proprietà con il PRG approvato nel 2004 dalla giunta di Comune Aperto.
Il PRG del 2004 assegna ben 60.000 metri quadrati di aree di industria, commercio e terziario. Tutte facenti capo alla medesima proprietà, che in seguito hanno richiesto in Regione e Provincia la Grande Distribuzione che consente grandi valorizzazioni delle aree concesse loro.
- 20.000 metri quadrati sono capannoni realizzati nel 2005/6 in via delle industrie
- 20.000 metri quadrati è il PE19 industriale in via arti e mestieri
- 20.000 metri quadrati è il PE20 commerciale/terziario di fronte a Cascina cà (quello oggetto di proposte di centro commerciale nel 2009 e di outlet nel 2011,

RICHIESTE AVVIATE MA MAI DIVENUTE ATTI E PROCEDIMENTI OPERATIVI)
2005 - PRIMO COLPO DA 20.000 METRI - La proprietà forte dei diritti acquisiti nel 2004 li attuò immediatamente nel 2005/6 realizzando il primo lotto industriale. Sorvoliamo sul fatto che le condizioni economiche impostate da Comune Aperto erano sfacciatamente a favore del privato e vennero revisionate e convenzionate dalla nostra nuova giunta ottenendo il doppio di quanto inizialmente impostato (si passò da oneri per meno di 500.000€ a quasi 1 milione ottenendo in aggiunta l’opera del BAR del centro sportivo).
2007 – SECONDO COLPO DA 20.000 METRI - Nel 2007 attivò le pratiche per realizzare il PE19 industriale convenzionando l’operazione e presentando il progetto del secondo mega lotto industriale ottenuto da Comune Aperto.
Le condizioni di convenzione prevedevano che il privato realizzasse in conto oneri di urbanizzazione (valore di circa 800.000€) le opere stradali intorno al nuovo plesso scolastico per un valore complessivo di circa 1.600.000€. Successivamente la compagine proprietaria mutò e la realizzazione del lotto venne congelata per motivazione del tutto private. Il Comune ottenne le opere pubbliche convenzionate ad esclusione di quelle adiacenti all’industria non ancora realizzata.
In autunno 2011 la proprietà ha protocollato in Comune la richiesta di realizzazione di un intervento industriale avendo contatti avanzati per la richiesta di insediamento con una multinazionale del settore energia con un attività che impiega 200 persone fra ricercatori e lavoratori specializzati. Si prevede anche una riduzione dell’area verde occupata.
2008 – TERZO COLPO DA 20.000 METRI - Nel 2008 la proprietà presentò anche la richiesta di convenzione per il lotto PE20 terziario e commerciale che l’AC sottoscrisse a patto di una riduzione di occupazione di superficie ottenendo l’impegno a dimezzare il verde occupato realizzando la medesima superficie coperta (20.000 mq.) ma su due piani. La trattativa fu possibile anche grazie allo studio del PGT in corso che aveva l’obiettivo di minimizzare le aree verdi cementificate dai precedenti amministratori. Il PGT pertanto prevede solo 10.000 su due piani e NON CONCEDE LA GRANDE DISTRIBUZIONE (smentendo l’accusa dei partiti coalizzati PD, PdL e Lega, che ingannano la popolazione comunicando sottobanco che la nostra Giunta avrebbe promesso nel 2007 la GD in cambio delle opere pubbliche anticipate).
QUESTA AREA PE20 HA IL DIRITTO GIA’ DAL 2004 (E FINO AL 2018) DI COSTRUIRE UN “PICCOLO” CENTRO COMMERCIALE DA 4.000 MQ. DI NEGOZI DI VICINATO (pari a 16 negozi da 250 mq. ciascuno) e per altri 16.000 mq. di servizi e terziario.
E’ un fatto incontestabile che non era possibile rimuovere il contenuto dei diritti concessi nel 2004 in particolare con riguardo ai 4.000 metri quadrati di aree commerciali (negozi di vicinato) Si tratta di una megastruttura commerciale per la nostra zona che permette la realizzazione in un unico complesso di un’area commerciale con minimo 16 negozi da 250 metri quadrati ciascuno. Uno spazio che, se realizzato, ha la capacità di mettere in crisi tutti i negozi storici presenti non solo a Sulbiate ma anche nei paesi confinanti.
Questa PREOCCUPAZIONE l’hanno espressa i negozianti di Sulbiate insieme con la considerazione e il sollecito agli amministratori pubblici di trovare proposte alternative a questa soluzione che in ogni momento la proprietà HA GIA’ IL DIRITTO DI ATTUARE.
CHI HA LA RESPONSABILITA’ DI QUESTA SCELTA AMMINISTRATIVA?
Nel 2004 nessuno contestò questa scelta agli amministratori di Comune Aperto che indisturbati inserirono questo diritto nel PRG prima di essere “mandati via” dal voto del 2004 con alle spalle 5 anni di gestione insignificante. E’ bene sapere che i sostenitori e i fondatori di Comune Aperto sono ancora all’opposizione con Progetto Territorio e che buona parte di essi ha traslocato nel PD che oggi si pone come il difensore del territorio respingendo il mostro dell’outlet!
MA DOV’ERANO NEL 2004?
Gli unici amministratori che contrastarono il PRG furono i due Consiglieri della nostra Lista Civica (Stucchi e Brambilla) allora all’opposizione.
NEL 2009 IL PRIMO TENTATIVO FALLITO DI AVERE LA GRANDE DISTRIBUZIONE
Solo successivamente, a fine 2008 con il PGT già approvato definitivamente e SENZA CONTENERE LA POSSIBILITA’ DI FARE LA GRANDE DISTRIBUZIONE, la proprietà si presentò con una richiesta supportata da avanzate trattative in sede regionale (governo di centro destra) e in provincia di Milano (governo di centro sinistra) Enti titolari della scelta di dare la concessione, di modificare il diritto terziario e commerciale in concessione per la Grande Distribuzione.
La nostra giunta in aprile 2009 decise saggiamente, anche in relazione alla sua imminente scadenza essendo vicine le elezioni amministrative di giugno 2009, di deliberare un assenso generico a prendere in considerazione la proposta di variante (che il Comune non concede ma è di competenza dalla Regione) con il vincolo di dare il nostro parere solo a condizione, fra le altre, che l’operazione doveva consentire di ripristinare la galleria della Pedemontana che ci era stata negata dalla Regione/CIPE. La richiesta decadde, Regione e Provincia di Milano non presero decisioni.
NEL 2011 IL SECONDO TENTATIVO FALLITO DI AVERE LA GRANDE DISTRIBUZIONE
Infine nel febbraio 2011 la proprietà si ripresentò con una nuova richiesta di trasformazione dell’area in Grande Distribuzione e anche questa volta con i pareri di Regione Lombardia e di Provincia di Monza-Brianza. Analogamente al 2008 la nostra Giunta scelse la strada più ragionevole. Quella di emettere una delibera con le condizioni minimali richieste (analoghe a quelle del 2009) e con l’obiettivo di disporre di un completo Piano Integrato di Intervento elaborato a spese del privato che desse agli amministratori locali e confinanti gli elementi per aprire discussioni serie e fare scelte ponderate e non generiche e demagogiche.
Il Piano Integrato di Intervento del privato non venne mai presentato. Ciò dimostra che la nostra giunta non fece promesse impossibili e smaschera le menzogne (o l’incapacità) dell’assessore Fassina, del PD e degli altri partiti che costruirono il mostro. Siamo invece riusciti ad avere vantaggi reali per il Comune ottenendo dal privato lo studio del nodo viabilistico territoriale che ha un alto livello di interesse sia pubblico che privato. Grazie alla sua disponibilità potremo ottenere notevoli migliorie al progetto esecutivo di Pedemontana sulle opere connesse di attraversamento del nostro territorio. Questa novità di trattativa (nuove teoriche risorse private per proteggere il territorio) e il nostro ricorso al TAR ci hanno altresì permesso di essere ascoltati dalla Regione e di avere ancora aperte trattative diversamente già chiuse.
GLI ARGOMENTI DEI CONTESTATORI DELLE NOSTRE SCELTE
Il Partito Democratico ci ha accusato di avere fatto scelte da loro non condivise AVVIANDO UNA CAMPAGNA INFORMATIVA che accusa la Giunta di avere già concesso l’outlet sulla base di un’assurda deduzione a posteriori: dato che il PE20 industriale ha pagato oneri in opere stradali già nel 2007/8 (la opere stradali del comparto scuola) senza avere ancora realizzato i capannoni, se ne deduce che la Giunta abbia promesso in contropartita la Grande Distribuzione. L’accusa è stata scritta in un ordine del giorno del PD e poi precisata e rettificata a verbale dagli stessi Consiglieri del PD in Consiglio Comunale. COMUNQUE IL CONCETTO CONTINUA AD ESSERE COMUNICATO NELLE ASSEMBLEE PUBBLICHE E NELLE MOTIVAZIONI DELLE DIMISSIONI.
L’accusa è talmente grave e assurda che qualifica da sola il livello di chi la pronuncia (i 4 consiglieri del PD dimissionari) senza avere il coraggio di essere conseguenti e presentare un esposto alla Procura della Repubblica contro la Giunta che avrebbe fatto un simile accordo illegale.
La questione è smentita da tutti i documenti e dalle azioni amministrative avvenute in questi anni.
1. il Comune non ha competenze nella concessione della Grande Distribuzione che è della Regione (che peraltro non ha preso decisioni né nel 2009 né nel 2011)
2. se ci fossero state intenzioni o promesse scellerate per tale modifica, la giunta avrebbe potuto e dovuto inserire la previsione per Grande Distribuzione nel PGT ancora in elaborazione a quell’epoca nel 2007/8
3. quale imprenditore realizza opere per 1.600.000€ basate su “promesse” di un Ente/Giunta che non ne ha la competenza?
4. Per concludere, negli ultimi mesi del 2011 sono stati presentati atti per la realizzazione di un insediamento industriale.
Non si compia l’errore di considerare un successo della grande mobilitazione dei partiti la non decisione della Regione sull’outlet a Sulbiate. Infatti la GD non fu autorizzata anche nel 2009 quando nessun partito fece le barricate o si opponeva e non è stata autorizzata neppure nel 2011 quando PD, PdL e Lega hanno fatto fronte comune e grandi battaglie territoriali di principio rifiutando il semplice studio di fattibilità.
Da amministratori pubblici indipendenti dai partiti, consideriamo questa unanimità nella chiusura all’analisi del problema da parte dei partiti, il chiaro sintomo della grave malattia che affligge la classe dirigente a tutti i livelli della partitica italiana.
Tutti i partiti politici hanno urlato “al lupo, al lupo” allo scopo di avere argomenti di lotta politica che potessero valorizzare i partiti locali e i loro gerarchi messi all’angolo da amministratori pubblici oculati e apprezzati dalla popolazione.
Grazie al comportamento dell’ex assessore Fassina l’outlet è diventato un fatto certo prima ancora di essere richiesto e studiato.
Ancora oggi si vuole INFANGARE LA GIUNTA DI SULBIATE INSIEME e convincere la popolazione che l’outlet era già stato promesso ai privati da una Giunta di sprovveduti che bisogna eliminare per mandare al potere i partiti titolari di una visione illuminata del territorio e delle sacre scelte da operare in sua difesa.
Quando dovesse ritornare di moda l’outlet o qualunque altra scelta locale importante, questi piccoli gerarchi di campagna verranno chiamati dal politico di turno (Bossi, il Trota, Penati o Ponzoni, poco importa il nome o la collocazione) al quale dovranno dire SIGNORSI’ in nome del partito e in barba agli interessi locali. Lunga vita alle scelte fatte per dogma di partito e non nel merito dei problemi. QUESTO E’ IL VERO MOTIVO DELL’INTERESSE A COALIZZARSI DEI PARTITI CHE SONO UNANIMI NELLA VOLONTA’ DI ELIMINARE LE LISTE CIVICHE che non rispondono a nessuno se non agli interessi dei residenti e del territorio.
La nostra lista civica è composta da persone che votano tutte le formazioni politiche ma che ritengono sia possibile per il Comune lavorare ed aggregarsi su contenuti amministrativi e locali senza dividersi per partito.

1 commento:

  1. Quindi se questa Lista Civica avrà la possibilità di governare Sulbiate non farà niente di più, di quello che secondo lei ha già fatto per evitare, l'isediamento di un nuovo centro commerciale?
    E' così?
    Per piacere, risponda. Grazie

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